domenica 22 marzo 2009

Paramahansa Yogananda

Paramahansa Yogananda (1893-1952) ha segnato dei punti fermi ed importantissimi per lo Yoga e la Meditazione in Occidente.
In questo particolare periodo storico, fondato sulla materialità e su principi egoistici, ha saputo radicare una cultura spirituale, riuscendo nel difficile intento di portarla fino ai giorni nostri ancora valida, ancora in vita.

Yogananda è riuscito a dare risalto ai principi eterni volti ad ottenere l'esperienza interiore, sempre sottolineando quanto questi principi universali siano indipendenti da religioni e fedi.
Forte il suo messaggio critico rivolto alle religioni tutte, sempre più dogmatiche, non finalizzate alla ricerca.

Il sito ufficiale della sua scuola la Self Realization Fellowship
Alcune informazioni in Italiano a cura di Pasgal e Windrunner --->>



Qui sotto metto alcuni interessanti aforismi Del Maestro Yogananda.

Grazie alla scienza dello Yoga, l'anima raggiunge un'assoluta padronanza sul corpo e sulla mente, e si serve di questi strumenti per conseguire la realizzazione del Sé, ossia la consapevolezza della propria natura trascendente e immortale, una cosa sola con lo Spirito.
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Vivete soltanto nel presente, non nel futuro. Fate del vostro meglio oggi; non aspettate il domani.
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La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne, ma interne.
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I fanatici limitano la verità, affermando di averne il monopolio, e si considerano reciprocamente "pagani". Molti cristiani pensano che gli induisti e i buddhisti siano "pagani", gli induisti e i buddhisti, se sono fanatici e intolleranti, pensano la stessa cosa dei cristiani. Ma la vera religione non appartiene a nessuno in particolare.
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Tutte le forme di meditazione comportano il soggetto che medita, il processo della meditazione e l'oggetto della meditazione stessa. Lo scopo è quello di raggiungere la coscienza dello Spirito per mezzo di una calma, continua ed esclusiva attenzione, finché l'anima non sia immersa in una beatitudine senza fine.
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Non dite: "Domani mediterò più a lungo. " Improvvisamente vi accorgerete che è passato un anno senza che abbiate messo in pratica le vostre buone intenzioni. Dite invece: "Tutto può aspettare, ma la mia ricerca di Dio non può aspettare".
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Il regno della mia mente è infangato dall'ignoranza. Con le piogge incessanti della scrupolosa autodisciplina, possa io rimuovere dalle città della mia negligenza spirituale gli annosi detriti dell'illusione.
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Ricordate che più a lungo praticate la meditazione con intensità, più vicini sarete al gioioso contatto col Dio silenzioso. L'intensità consiste nel fare la meditazione di oggi più profonda di quella di ieri e la meditazione di domani più profonda di quella di oggi.
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Non lamentatevi se nella meditazione non vedete luci o immagini. Entrate profondamente nell'esperienza della Beatitudine; là troverete la reale presenza di Dio. Non cercate una parte, ma il Tutto.
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Tuffandovi profondamente attraverso l'occhio spirituale, vedrete la quarta dimensione, sfolgorante dei miracoli del mondo interiore. E' difficile entrarvi, ma quanto è meraviglioso!
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Non importa se gli enigmi quotidiani della vita vengano o no compresi del tutto. Ciò che importa è dimostrarsi decisi nella ricerca della vera felicità, ossia la Gioia da cui trae origine ogni essere.
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Non è l'immettere dall'esterno che dà la saggezza. E' il potere e il grado della vostra ricettività interiore che determina quanto voi potete ottenere in vera conoscenza, e quanto rapidamente.
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Ogni istante è eternità, perché l'eternità può sperimentarsi in quel minuto. Ogni giorno e minuto e ora, è una finestra attraverso la quale potete scorgere l'eternità. La vita è breve, nondimeno è senza fine. L'anima non perirà, ma a causa della breve stagione di questa vita voi dovreste mietere quanto più potete dell'immortalità.
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Spesso noi continuiamo a soffrire senza fare uno sforzo per cambiare; ecco perché non troviamo pace durevole e appagamento. Se noi perseverassimo, saremmo certamente capaci di superare tutte le difficoltà. Dobbiamo fare lo sforzo, perché possiamo passare dalla miseria alla felicità, dallo sconforto al coraggio.
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Adoperando la chiave del Kriya, coloro che non riescono a credere nella divinità di nessun uomo vedranno, alla fine, la piena divinità di se stessi.
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Apri le finestre della calma e vedrai d'improvviso erompere il radioso sole della gioia nell'intimo del tuo stesso Sé.
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Con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore.
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I vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale. Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile. Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l'invisibile diviene visibile.
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La mente è l'artefice di tutte le cose. Voi dovete indurla a creare soltanto il bene. Se, con tutta la forza della volontà dinamica, vi concentrerete su un determinato pensiero, alla fine lo vedrete prendere una tangibile forma esteriore. Quando riuscirete a servirvi della volontà esclusivamente per scopi costruttivi diverrete padroni del vostro destino.
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"I riti esteriori non possono distruggere l'ignoranza, perché non sono in contrasto con essa" scrisse Shankara nel suo famoso "Century of Verses". "Solo la conoscenza realizzata distrugge l'ignoranza ... La conoscenza non può scaturire se non dalla ricerca".
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Il desiderio materiale regna sovrano nella persona che non medita. Il desiderio materiale è il re di tutte le tendenze dei sensi, perché è il desiderio che induce la discriminazione a seguire i piaceri dei sensi di pigrizia, comodità fisica e così via, invece di seguire la felicità dell'anima, che consiste nella totale pace della mente.

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