martedì 21 aprile 2009

Vivere un momento SACRO nell'UNO

Come è bello imparare, provare, comprendere.
La nostra vita "scorre" e noi non ce ne accorgiamo se non perchè "invecchiamo".
E così si va avanti, senza chiedersi, senza approfondire.
Ma se ci fermiamo e pensiamo allora scopriamo. Basta poco.

E' il caso di questo video, estratto dal film Waking Life.
Provare a vivere un momento nella consapevolezza che è sacro quindi ricco di frequenze, sentimenti, emozioni.

Ma la cosa che più dobbiamo sperimentare è viverlo con il prossimo.
Con un amico, un amica, la moglie, chi si vuole, l'importante è farlo profondamente, consapevolmente, con un'altra persona.
Per così entrare con essa in quella "frequenza vibratoria" che è propria della nostra coscienza, che raggiunge l'unione con l'altro e così oltrepassa il velo di Maya.
Diventare un Uno con il prossimo, e scambiare questa consapevolezza attraverso vibrazioni.

Come è facile uscire dallo spazio e dal tempo e trovarsi da Anima ad Anima nel senso stretto del termine.
Come dice nel video probabilmente ci metteremo a piangere o a ridere o chissà.

La scoperta di essere di più, il meraviglioso gusto di aprirsi interiormente al prossimo e con esso condividerlo.
Capire chi siamo in poche, brevi ma intensissime parole.
Provare per credere, per vedere, per capire, per EVOLVERE!!

venerdì 17 aprile 2009

Il Kriya Yoga tratto da "Autobiografia di uno Yogi" Yogananda

"…La scienza del Kriya Yoga, così spesso citata in queste pagine, è divenuta molto nota nell'India moderna ad opera di Lahiri Mahasaya, il Guru del mio Guru. La radice verbale sanscrita del Kriya è Kry, fare, agire, reagire; la stessa radice si trova nella parola karma, il principio di causa e di effetto. Kriya Yoga perciò significa "unione" (yoga) con l'Infinito attraverso una data azione, o rito (Kriya). Uno yogi che ne segua scrupolosamente la tecnica viene liberato con gradualità del karma, la catena di causa e di effetto e delle sue azioni equilibranti.

In obbedienza a certe antiche regole yoghiche non posso dare una spiegazione completa del Kriya Yoga in un libro destinato al pubblico. La tecnica va imparata da un kriyaban, o Kriya-Yoghi autorizzato; qui, dovrà bastare un ampio cenno.

Il Kriya Yoga è un metodo semplice, psicofisico mediante il quale il sangue umano viene purificato dall'anidride carbonica e risaturato di ossigeno. Gli atomi di quest'ossigeno in sovrappiù si tramutano in correnti di vita per ringiovanire il cervello ed i centri spinali. Fermando l'accumularsi del sangue venoso, lo yogi può diminuire o interrompere il logorio dei tessuti; uno yogi molto progredito tramuta le sue cellule in pura energia. Elia, Gesù, Kabir e altri profeti furono maestri nell'usare il Kriya o una tecnica simile, mediante la quale riuscivano a smaterializzare i loro corpi a volontà.

Il Kriya è un'antica scienza. Lahiri Mahasaya la ricevette dal suo Guru Babaji, che ne riscoprì e delucidò la tecnica perdutasi nelle età oscure. Babaji la ribattezzò semplicemente Kriya Yoga.

"..Il Kriya Yoga che attraverso te io do al mondo in questo diciannovesimo secolo" - disse Babaji a Lahiri Mahasaya - "è la stessa scienza riesumata che Krishna diede migliaia d'anni fa ad Arjuna, e che in seguito fu conosciuta da Patanjali e Cristo, da S. Giovanni, S. Paolo e da altri suoi discepoli.."

Krishna, il più gran profeta dell'India, si riferisce al Kriya Yoga in due versetti della Bhagavad Gita: "..Immettendo respiro inalante nel respiro esalante, e respiro esalante nel respiro inalante, lo yogi neutralizza entrambi questi respiri; così, egli sottrae prana al cuore e lo porta sotto il suo controllo.." Ciò, s'interpreta nel seguente modo: - calmando l'attività dei polmoni e del cuore, lo yogi arresta la decadenza del corpo ed arresta altresì le alterazioni di crescita delle cellule mediante il controllo di apana (la corrente eliminatoria). Neutralizzando così il logorio e lo sviluppo, lo yogi acquista il controllo della forza vitale. Un altro versetto della Gita dice: "..Si rende libero in eterno quell'esperto in meditazione (muni) che, cercando la Meta Suprema, è capace di ritirarsi dai fenomeni esterni fissando lo sguardo tra le sopracciglia e neutralizzando le correnti uniformi di prana ed apana nelle narici e nei polmoni, e di dominare la propria mente sensoria e l'intelletto, nonché di rendersi libero dai desideri, dal timore e dall'ira.."

Krishna riferisce anche (ibidem, IV, 1-2) che fu lui, in una precedente incarnazione, a comunicare l'indistruttibile Yoga ad un antico illuminato, Vivasvat, che lo passò a Manu (l'autore dei manava Dharma Shastra, o Leggi di manu: Istituti di tradizionale legge canonica ancora in vigore al giorno d'oggi in India). Questi, a sua volta, istruì Ikshwaku, fondatore della solare dinastia guerriera dell'India. Passando, così, dall'uno all'altro, lo yoga reale fu custodito dai Rishi fino al sorgere dell'era materialistica.

Il Kriya Yoga è citato due volte dall'antico saggio Patanjali, principale esponente dello yoga, il quale scrisse: "..Il Kriya Yoga consta di disciplina corporea, controllo mentale e meditazione sull'AUM (Om, Amen).Patanjali parla di Dio come del reale Suono Cosmico OM che si ode nella meditazione. Om è la Parola Creativa, il suono del Motore Vibratorio, il testimone della Divina Presenza. Persino colui che s'inizia allo yoga, spesso, riesce ben presto a percepire nel suo intimo il suono meraviglioso dell'OM. Ricevendo questo sublime incoraggiamento spirituale, il devoto ha la sicurezza di essere realmente in rapporto con i reami divini.

Patanjali si riferisce una seconda volta al controllo vitale, o tecnica kriya, nel seguente modo: "..La liberazione può essere raggiunta mediante quel pranayama cui si arriva separando i processi dell'inspirazione e dell'espirazione.."

San paolo conosceva bene il Kriya Yoga, o una tecnica molto simile, con la quale poteva immettere o togliere le correnti vitali nei propri sensi. Per questo poteva dire:" Io muoio ogni giorno. Sì, per la gloria di voi, ch'io ho in Gesù Cristo, nostro Signore..". Con un metodo per accentrare nel proprio interno tutta la forza vitale corporea (che, ordinariamente, è diretta solo verso l'esterno, cioè verso il mondo dei sensi, conferendo in tal modo a quest'ultimo la sua apparente validità) San Paolo viveva giornalmente una vera unione yoghica con la "gloria" (beatitudine) della Coscienza Cristica. In questo stato di felicità egli era conscio d'essere morto all'inganno sensorio di maya.

Nel primo stadio della divina unione (sabikalpa samadhi), la coscienza del devoto s'immerge nello Spirito Cosmico; la sua forza vitale è sottratta al corpo, che appare "morto", in altre parole, immobile e rigido. Lo yogi è pienamente conscio del suo stato d'animazione sospesa del corpo. Progredendo, però, verso più alti stadi spirituali (nirbikalpa samadhi) egli comunica con Dio, senza la fissità del corpo e mantenendo desta la sua coscienza normale, anche nel mezzo delle attività e delle mansioni terrene.

"..Il Kriya Yoga è uno strumento mediante il quale l'evoluzione umana può essere affrettata.." - spiegava Sri Yukteswar ai suoi allievi. "..Gli antichi yogi scoprirono che il segreto della Coscienza Cosmica è intimamente legato alla padronanza del respiro. Questo è il contributo impareggiabile e immortale che l'India ha apportato al patrimonio di conoscenze del mondo. La forza vitale che, normalmente, viene assorbita dal compito di sostenere il pulsare del cuore, deve essere liberata per svolgere attività più elevate, con l'aiuto di un metodo per acquietare le incessanti esigenze del respiro.."

"…Il Kriya Yoghi dirige mentalmente la propria energia vitale, facendola ruotare in su ed in giù, attorno ai sei centri spinali (i plessi midollare, cervicale, dorsale, lombare, sacrale e coccigeo) che corrispondono ai dodici segni astrali dello zodiaco, il simbolico Uomo Cosmico. Mezzo minuto di kriya equivale ad un anno di naturale sviluppo spirituale.

Il sistema astrale di un essere umano, con i sei (dodici, a causa della polarità) costellazioni interiori che girano intorno al sole dell'onnisciente occhio spirituale, è in rapporto con il sole fisico e con i dodici segni dello zodiaco. Tutti gli esseri umani subiscono così l'influenza di un universo interiore e di uno esteriore. Gli antichi Rishi scoprirono che l'ambiente terreno e quello celeste dell'uomo lo sospingono innanzi in cicli di dodici anni sul suo naturale sentiero. Le scritture dicono che all'uomo occorre un milione d'anni d'evoluzione normale esente da malattie per perfezionare il suo cervello somatico in modo tale da poter esprimere la Coscienza Cosmica.

Mille kriya eseguiti in otto ore e mezzo danno allo yoghi, in un sol giorno, l'equivalente di mille anni d'evoluzione naturale; 365.000 anni d'evoluzione in un anno. In tre anni un Kriya Yoghi può così ottenere, con il proprio intelligente sforzo, lo stesso risultato che la natura concede in un milione d'anni. S'intende che la scorciatoia del kriya può essere presa solamente da yogi profondamente evoluti. Con la guida di un Guru, tali chela (studenti spirituali, discepoli) hanno accuratamente preparato il loro corpo e la loro mente per poter sopportare l'enorme potenza generata dalla pratica intensiva di questa tecnica.

Il principiante Kriya Yogi esegue il suo esercizio solo da quattordici a ventiquattro volte, due volte al giorno. Alcuni yogi giungono alla liberazione in sei, dodici, ventiquattro, o quarantotto anni. Uno yogi che muore prima di avere raggiunto la piena realizzazione porta con sé il buon karma del precedente sforzo kriya; nella nuova vita sarà sospinto verso la Meta Infinita.

Il corpo dell'uomo comune è come una lampada di cinquanta watt, che non può sostenere i miliardi di watt d'energia suscitati da un'eccessiva pratica del kriya. Mediante un aumento graduale e regolare del semplice e "comprovato" metodo del kriya, il corpo umano si trasforma astralmente giorno per giorno, e alla fine è capace di sostenere quel potenziale infinito d'energia cosmica che costituisce la prima espressione materialmente attiva dello Spirito.

Il Kriya Yoga non ha nulla in comune con i non scientifici esercizi di respirazione insegnati da alcuni zelanti mali informati. I tentativi di trattenere per forza il fiato nei polmoni sono contro natura, e inoltre decisamente spiacevoli. Il Kriya invece è accompagnato fin dall'inizio da un senso di pace ritemprante, e dà sensazioni calmanti nella spina dorsale, che producono un effetto rigenerante.

Quest'antica tecnica yogica trasforma il respiro in sostanza mentale. Con l'evoluzione spirituale si diviene capace di riconoscere il respiro, quale un atto mentale: un respiro di sogno."

Fonte: guruji.it

giovedì 16 aprile 2009

mercoledì 15 aprile 2009

Il sacro soma Shilajit - di Giorgio Cerquetti

L'amico Giorgio scrive di suo pungo questo bellissimo articolo "Il sacro soma Shilajit".
A voi questa splendida lettura.


SHILAJIT - Il sacro soma degli alchimisti

L'Antico testo Sanskrito Charak Sahinta risalente a 3000 anni fa, riporta una misteriosa sostanza chiamata Shilajit che descrive come "distruttore di tutte le debolezze". Il testo elenca i suoi potenti benefici spirituali e di salute ed i cambiamenti positivi che lo Shilajit porta nella vita di coloro che lo usano. La sostanza sacra è stata prescritta per migliaia di anni per molti problemi di salute differenti ed è divenuta un potente strumento nella medicina ayurvedica. Vi sono alcune indicazioni che lo Shilajit potrebbe essere l'inestimabile soma degli alchimisti orientali. La riscoperta del potere dello Shilajit si dice che sia avvenuta da parte di abitanti di villaggi himalayani i quali osservavano le migrazioni di scimmie bianche verso le montagne nei caldi mesi estivi. Le scimmie masticavano una sostanza morbida che fuoriusciva tra gli strati di roccia. Gli abitanti dei villaggi attribuivano a questa strana sostanza la grande forza, longevità e saggezza delle scimmie. Iniziarono a consumarla loro stessi e riportarono una vasta gamma di miglioramenti nella salute. Sembrò dar loro più energia, eliminare problemi digestivi, aumentare il desiderio sessuale, migliorare la memoria e l'attenzione, guarire il diabete, ridurre le allergie, migliorare la qualità e la quantità della vita e sembrò curare tutte le malattie. L'antico testo vedico Rigveda dichiara che soma "ha montagne e pietra per il suo corpo" e "dimora all'interno delle rocce di montagna dove cresce". Le rocce di montagna sono il "domicilio del soma" ed è "raccolto tra le rocce da gli abitanti delle montagne e portato ai sacerdoti alchimisti che prepararono il soma lavandolo, sminuzzandolo e cucendolo. Il soma veniva considerato elisir di immortalità, la segreta sostanza usata dagli alchimisti per perfezionare sia il corpo che la mente. Lo Shilajit doveva essere raccolto dalle sacre rocce delle altitudine delle montagne himalayane. Milioni di anni fa, prima che la catena himalayana si formasse un giardino lussureggiante fioriva in una vasta valle fertile. La vegetazione in quel giardino primordiale si preservò mentre il movimento dei continenti creò la più alta catena montuosa del mondo. Oggi, milioni di anni dopo, le piogge monsoniche e l'estremo freddo e disgelo lavorano insieme per aprire crepe nelle formazioni rocciose offrendo il prezioso Shilajit. Per la sua antica natura, la vegetazione non è mai stata esposta ad alcun tipo di fertilizzante, pesticida, erbicida, o inquinamento. I nativi delle zone himalayane raccolgono e portano questo dono della natura giù dalle montagne dove viene processato alchemicamente in un potente estratto di alta qualità. Questa antica saggezza si è tramandata da generazione in generazione tra gli alchimisti e i santi indiani e nepalesi e non ha mai raggiunto l'ambiente medico occidentale fino agli ultimi giorni del ventesimo secolo quando l'esploratore John Anderson sentì dei benefici immensi di questa sostanza e non si diede mai per vinto nella sua ricerca finché trovò la fonte. Egli viaggiò attraverso l'India ed il Nepal finché egli venne a sapere dei rischiosi raccolti di Shilajit grezzo dalle rupi. Egli documentò la presenza di Sanskriti che dimostravano i benefici di questa rara sostanza e fu il primo a parlare con più di cinquanta ricercatori indiani e nepalesi che avevano studiato i meravigliosi effetti dello Shilajit e che avevano perfezionato il processo per offrire il più puro, più concentrato Shilajit mai conosciuto dall'uomo.

Sommario di studi scientifici sullo Shilajit

Più di sessant'anni di ricerche cliniche hanno dimostrato che lo Shilajit ha effetti positivi sugli esseri umani. Aumenta la longevità, migliora la memoria e le capacità cognitive, riduce le allergie ed i problemi respiratori, riduce lo stress e diminuisce i problemi digestivi. E' un antinfiammatorio, antiossidante ed elimina i radicali liberi. Le ricerche testimoniano che lo Shilajit aumenta le difese immunitarie, rinforza e mantiene la sua antica reputazione di "distruttore di debolezze". Tecnicamente lo Shilajit è una resina che trasuda dagli strati di rocce nelle più sacre e più alte montagne himalayane. E' composto di humus e materiale organico vegetale che è stato compresso dagli strati di roccia. L'humus si è formato quando i microrganismi del suolo decompongono materiale vegetale e animale in elementi utilizzabili dalle piante. Le piante sono la fonte di tutto il nostro cibo e l'humus è la fonte di nutrimento per le piante. A differenza di altri humus di terreno, l'humus dello Shilajit consiste di massa organica dal 60-80%. Circa 200 milioni di anni fa, l'India era una grande isola al largo delle coste australiane separata dal continente eurasiatico dal mare di Tethys. Il continente indiano si spostò al nord ad una velocità di circa 9 metri al secolo. Questo movimento portò alla scomparsa del mare di Tethys. 50 milioni di anni fa il continente indiano si scontrò con il continente asiatico. Questo causò la spinta del fondo del mare verso il continente ed il suo continuo movimento formò le catene himalayane. Le montagne himalayane continuarono a crescere più di un centimetro all' anno. Durante questa transizione il fondo del mare ricco di minerali e terreno fertile diventò una densa e lussureggiante giungla tropicale. Mentre il terreno continuò a essere spinto diventando montagna molte delle piante si intrappolavano tra strati di roccia e terreno e si preservarono per migliaia di anni. Queste piante non sono mai state esposte a agenti chimici, fertilizzanti o pesticidi. Si sono gradualmente trasformati in humus, una ricca massa organica che è diventata nutrimento per la vita di nuove piante. Che cosa sono le sostanze umiche? Esse sono la somma totale di tutti gli organismi viventi, principalmente piante che si sono decomposte in un processo di riciclo naturale in seguito altamente rifinito da milioni di specie di microrganismi benefici al terreno. Ultimamente vegetali microscopici come lieviti, alghe, muffe, funghi ecc. terminarono il processo. Queste piccole piante benefiche raffinarono, purificarono, si combinarono e raffinarono finché tonnellate di sostanze che una volta aveva vita si convertirono in materiale prezioso. Miracolosamente quando tutto sembrava finito il prodotto finale non è composto di elementi minerali inerti ma è trasformato in uno dei più complessi e ultracompatti sistemi molecolari del mondo. Persino l'acido nucleico, RNA e DNA delle prime forma di vita è rimasto intatto. Le molecole sono ultra condensate e altamente funzionali, arrotolate in piccole e strette palle che sono caricate biochimicamente e fitochimicamente in maniera simile alle batterie di accumulo o cellule di carburante. Da dove viene questo potere di supercarica? E' l'energia della luce del sole catturata durante la fotosintesi delle piante e attraverso la decomposizione che si converte e si accumula all'interno delle molecole più raffinate e complesse del mondo. Le sostanze umiche sono considerate le migliori medicine naturali per piante, animali, esseri umani e la terra stessa. Questa umile sostanza ha l'abilità di pulire l'ambiente della terra, neutralizzare radiazioni e tossine, curare le terre agricole, nutrire scintille di vita in organismi viventi, disarmare ed uccidere patogeni infettivi, distruggere i più pericolosi virus, prevenirne molti, se non tutti, e persino curare e ristabilire tessuti e organi danneggiati e malati in piante, animali ed esseri umani.


Nidco Shilajit

Le capsule di Shilajt prodotto dalla società Indiana Nidco (Northern India Drug Co.,) contiene puro Shilajit Himalayano che è stato igienicamente e scientificamente estratto e purificato secondo l'antica tradizione ayurvedica

Lo Shilajit è ricco di minerali con componenti organiche e inorganiche. Contiene calcio, rame, ferro, magnesio, zinco e acido fulvico.

Raccomandato come tonico generale è specificamente impiegato per ridare vigore sessuale, aumentare le difese immunitarie, ritardare il processo di invecchiamento delle cellule.

Il sito di Giorgio - cerquetti.org

domenica 12 aprile 2009

Edgar Cayce - documentario

Il grande mesk segnala questo ottimo documentario su Edgar Cayce.
Il Profeta Dormiente!





giovedì 9 aprile 2009

Chakra - Vortici di Luce

Ci sono delle cose che non vediamo e che non sentiamo, e che a volte facciamo fatica a percepire.
Sappiamo però che esistono nella materia sottile, che cioè non possiamo percepirle per mezzo dei sensi ordinari, ma che non per questo non esistono.
E' il caso, per esempio delle onde elettromagnetiche, le quali ci consentano di ascoltare la radio o vedere la televisione o parlare al telefono.
Oppure le onde termiche, anch'esse costituite da materia sottile, che ci consentono di valutare la temperatura di un ambiente, pur senza che il calore o il freddo in quanto tale possano cadere direttamente sotto i nostri comuni sensi.
Questo esempio serve a introdurre il discorso sui chakra i quali sono vortici di energia non tangibile, non visibile, che comunque non cade sotto i nostri comuni sensi, ma che talune persone particolarmente sensibili possono avvertire a livello tattile o visivo. Queste energie che non cadono sotto i nostri sensi sono comunque delle energie fondamentali per quanto riguarda non solo le manifestazioni della vita, ma anche il mantenimento della vita stessa nella sua essenza più vera.
La vita si definisce come un insieme di trasformazioni e di movimenti.
Il movimento si può immaginare come un ciclo infinito di espansione e di contrazione, come il respiro; cosmicamente si parla di evoluzione ed involuzione, mentre in fisica si parla di pulsazione. Con il termine prana (che significa energia vitale), gli antichi yogi indiani intendevano definire l'energia che percorre la spina dorsale dal basso verso l’alto e viceversa; l’energia proveniente dal cielo e diretta verso la terra viene chiamata Ida o nadi lunare, e scorre in un "canale" posto a sinistra della colonna vertebrale, mentre quella proveniente dalla terra e diretta verso il cielo viene chiamata Pingala o nadi solare e scorre in un "canale" posto alla destra della colonna vertebrale, ancora, al centro della stessa (midollo spinale) "vibra" un’unica energia chiamata Sushumna.
Queste energie sono sottili e invisibili, ma hanno i loro corrispondenti nel sistema nervoso, più precisamente nel sistema neurovegetativo i due "canali" laterali e nel sistema nervoso centrale il "canale" centrale. Questi canali energetici partono dal primo chakra o chakra radice, collocato fisicamente nella regione del perineo e si congiungono nel sesto chakra, fisicamente collocato al di sopra degli occhi, nel centro della fronte, ed in profondità è in relazione con le strutture del chiasma ottico e la ghiandola pituitaria per alcuni, mentre per altri con la ghiandola pineale.

Si può dire che i chakra siano punti di intersezione tre i diversi livelli energetici della persona, in particolare tra i livelli fisico, mentale-emozionale e spirituale. In ognuno di questi livelli l’energia vitale si manifesta con un corpo specifico, uno dei quali, quello fisico, cade sotto la percezione sensoriale comune a tutti.
Il secondo corpo, quello mentale, è un corpo sottile, non fisico, che cade sotto la capacità non di senso ma di sensitività che alcune persone possiedono, e si manifesta sotto forma di "aura", cioè di un’estensione energetica esterna al corpo che può essere visualizzata con le fotocamere Kirlian; le persone che riescono a percepire questo corpo, lo descrivono come una sensazione tattile di "toccare un’energia" o se lo percepiscono visivamente, come una tenue luminescenza che circonda il corpo fisico.
Un ricercatore giapponese, Motoyama, nel corso di molti anni e di migliaia di casi esaminati con speciali apparecchiature, è riuscito a confermare appieno quanto descritto dalle antiche filosofie mediche indiane e cinesi circa l’attività energetica del corpi degli esseri viventi.
In particolare è riuscito ad evidenziare e misurare le energie dei chakra, e per mezzo di esami incrociati (tradizionali ed energetici) e anche riuscito a porre in relazione l’attività di ogni singolo chakra con gli organi, i sistemi e le funzioni del corpo fisico.
Innanzi tutto ha notato come il sistema energetico dei chakra sia strettamente correlato con i sistemi Nervoso ed Endocrino, e come ogni chakra influenzi il funzionamento dei vari sistemi organici: il primo chakra regola e governa i plessi nervosi del coccige e del sacro; il secondo e terzo chakra regolano e governano le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; il quarto chakra regola e governa le funzioni cardiocircolatorie e gli organi correlati; il quinto chakra regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi: il sesto chakra regola e governa il sistema neuro-ormonale e le funzioni correlate; il settimo chakra regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.
I chakra permettono, in sintesi, il passaggio dei vari tipi di energia vitale tra le varie dimensioni che ci costituiscono nella nostra totalità: ad esempio consentono il passaggio delle emozioni tra il corpo emozionale ed il corpo fisico.

I chakra, vanno comunque intesi come centri enerInserisci linkgetici nei quali confluiscono molteplici canali energetici, specifici per ogni singolo chakra: i meridiani; è per questo motivo che operando sui e tramite i chakra si agisce sulla regolazione delle energie che scorrono nei meridiani, giungendo quindi al cuore della causa della malattia.

Tratto da: alkaemia.it

sabato 4 aprile 2009

L'Alkimia secondo Nadia e Massimiliano

Articolo tratto dal sito alkaemia.it

L'alchimia era una filosofia che spiegava razionalmente la metamorfosi della materia.
La trasmutazione ritenuta possibile da Berthelot e Figuier (autorità in fatto di alchimia medioevale) fu dimostrata realtà dalla signora Curie che pubblicò i suoi lavori alla fine del XIX secolo.
Oggi sappiamo che non solo si può trasmutare una sostanza in un'altra ma che attraverso le operazioni chimiche si riesce anche a produrre nuovi metalli.
Si è così avverato il sogno degli adepti vecchio di 17 secoli che anche se (forse) non riuscirono a scoprire quello di cui andavano in cerca, effettivamente incapparono in ritrovati imprevisti che condussero ad una serie di importanti scoperte chimiche.

Gli alchimisti affermano che per effettuare la trasmutazione del vile metallo in oro, occorra un ingrediente importante senza il quale la trasmutazione stessa viene resa impossibile e vana; questo ingrediente è la "Pietra Filosofale".
Questa pietra riunisce in se tutti i colori, ed è bianca, rossa, gialla, azzurro cielo e verde. Assieme al potere di trasformare i metalli la Pietra Filosofale possedeva altre meravigliose virtù poiché curava tutte le malattie e prolungava la vita oltre i limiti naturali.
Che cosa sia questa pietra non è noto che ai grandi Alchimisti che sono riusciti nel compimento della loro opera e, visto che l'alchimia è un percorso intimo e individuale, si sono ben guardati dal dircelo chiaramente......

Possiamo però fare delle congetture.
Alcuni dicono che la "Pietra Filosofale" sia una pietra rarissima e preziosa, praticamente introvabile, altri invece affermano che si tratti di una pietra assai comune che è possibile reperire ovunque persino tra le pietre in strada che calpestiamo soprappensiero.

Se partiamo invece dal presupposto che non si tratti di una pietra "vera" ma che questo possa essere un ennesimo messaggio cifrato lasciato alla elaborazione degli adepti, forti della citazione "la pietra filosofale si trova tra le mani dei bambini che giocano con essa", possiamo arrivare alla conclusione che la pietra che stiamo cercando non è altro che la semplicità, la purezza, la pulizia mentale genuina e propria dell'infanzia che purtroppo perdiamo con il trascorrere degli anni.
Recuperando questa pietra o, meglio, questo stato mentale, noi riusciamo a compiere l'opera e completare le varie fasi del processo alchemico che inizia dentro di noi sino alla trasmutazione in oro di tutto ciò che ci circonda, permettendoci di operare persino quelle meraviglie comunemente chiamate miracoli o magie dall'uomo comune.

Ciascuno di noi cela in se stesso la pietra dei saggi. Tutto si trova dentro l'uomo.
Nell'uomo risiede la vera medicina capace di guarire tutti i mali a patto che l'uomo impari a conoscersi e ad utilizzare saggiamente le inesauribili ed inestimabili risorse della propria natura.
Visitare inteso non come un semplice pensiero ma bensì con la partecipazione di tutta la persona, con una intensa motivazione, procedendo sulla strada della ricerca con una mente che osserva, analizza, sceglie determinati percorsi ed avanza per raggiungere il fine prefissato.
Il luogo da visitare viene indicato come l'interno della terra, non la superficie, ma la parte più nascosta e non visibile; naturalmente è la terra in un linguaggio simbolico.

Dei quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra, viene indicato l'ultimo, il più materiale.
Nel microcosmo dell'umano, il corpo fisico, con la sua materialità, viene associato all'elemento terra e quindi ne consegue che la ricerca deve essere orientata all'interno dell'Uomo anche se visitare l'interno della "terra" presenta una grande pericolosità.
Stiamo andando verso un mondo sconosciuto nel quale è possibile perdersi o avere una immensa ricompensa: il ritrovamento della pietra occulta, nascosta.

Questa pietra possiede immensi poteri e permette la trasmutazione dell'essere.
Viene qualificata "filosofica" e dopo opportune lavorazioni o "rettifiche", diventa "filosofale", con il potere di trasmutare i metalli vili in oro e capace di mostrare finalmente la giusta visione delle cose sino alla scelta dell'unico, vero sentiero che ci dà il dono dell'immortalità e dell'illuminazione.
Quando l'uomo ha attivato l'occhio spirituale ha la possibilità di rendere aureo ciò che per gli altri, che non hanno attivato quella capacità di penetrazione delle cose, ha poco valore.



Testo integrale della Tavola di Smeraldo di Hermes Trismegistus
"Questo è vero, senza falsità, e reale: ciò che è sopra è come ciò che è sotto, onde effettuare i miracoli dell'Unico.
E come tutte le cose per il pensiero di uno sono derivate da una, così tutte le cose sono nate da questa, per adozione.
Il Sole è suo Padre, la Luna sia Madre, il Vento lo ha portato nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Qui è il padre di ogni perfezione del mondo. La sua forza e la sua potenza sono assolute quando si cambia in terra; tu separerai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso, delicatamente e con cura. Esso sale dalla terra al cielo e discende di nuovo in terra per ricevere il potere delle cose superiori e delle inferiori.
In questo modo tu avrai la gloria del mondo e per questo ogni oscurità fuggirà da te.
Qui entro è il potere, il più forte di tutti i poteri che vincerà tutte le cose sottili e penetrerà in ogni cosa solida.
Così fu creato il mondo, e da questo risulteranno e emergeranno innumerevoli adattamenti, i mezzi dei quali son qui.
E per questa ragione io sono chiamato Hermes Trismegistus avendo in me le tre parti della filosofia del mondo.
Ciò che io ho detto delle operazioni del Sole è compiuto".

Certo, il nostro intento personale non è così notevole.
Ribadiamo che il cammino personale di ognuno di noi è estremamente difficile e solitario.
E noi vorremmo essere proprio quel "primo passo", verso usi e tradizioni lontane, verso un benessere psicofisico che non è poi così distante da noi, verso tecniche ed esercizi che sicuramente muovono sensazioni nuove o forse, dimenticate.
Noi crediamo fortemente che il giusto equilibrio tra spirito e materia possa dare quel benessere psicofisico tanto ricercato ai giorni nostri. E non dovremmo mai scordare di nutrire il nostro spirito, perché solo quando esso è in equilibrio con il nostro corpo e con la nostra mente, si può riuscire a beneficiare di una energia, che è già in noi, e vivere così in perfetta armonia con tutto quello che ci circonda, sino ad arrivare a considerare come un opportunità, non una difficoltà, il sorgere di qualsiasi ostacolo.

Una frase di uno dei più grandi maestri spirituali dell’era moderna, Paramhansa Yogananda :

"I raggi gioiosi dell’anima possono essere percepiti se interiorizzate l’attenzione,
e se educate la mente a godere del meraviglioso scenario dei pensieri del regno invisibile racchiuso in voi"

Fonte alkaemia.it